Consumo, identità e crescita personale
Dalle routine allo “spritz del venerdì”: come le pratiche quotidiane, le emozioni e le relazioni umane trasformano il concetto di sé
Questa ricerca qualitativa mostra con chiarezza che il consumo non è un atto materiale, ma un percorso trasformativo che intreccia identità, emozioni e relazioni. L’analisi di diari di giovani adulti individua nove macro-temi che descrivono come le pratiche quotidiane trasformino il concetto di sé.
La ricerca si è svolta con la partecipazione degli studenti del corso di Laurea in Economia Aziendale, insegnamento di Analisi del comportamento del consumatore, che hanno redatto i diari di consumo (la cronaca delle attività di consumo legate a uno specifico interesse o passione) per un mese e i report di sintesi dei diari stessi. La sintesi e il rapporto di ricerca sono stati elaborati dal docente e discussi insieme agli studenti per la validazione del quadro interpretativo. Alla fine di questa pagina nomi e profili LinkedIn dei partecipanti.
Al cuore dei processi di consumo sta l’autorealizzazione e la disciplina personale che si connette a i) emozioni e stati interiori (allenamenti, cucina, creazioni manuali e make-up funzionano come dispositivi di miglioramento, autoregolazione e gestione emotiva) e ii) corpo (il teatro della performance, cura, controllo). Stati interiori e dimensione fisica sono gli strumenti della creatività che traduce l’esperienza in espressione simbolica da condividere con gli altri nella dimensione della socialità (cene, allenamenti condivisi, visioni di partite o live) consolida appartenenze e memoria collettiva. Questo processo si sostanzia in termini temporali (routine e rituali danno continuità, gli eventi speciali amplificano i significati), materiali (oggetti e marche veicolano valore affettivo e status), digitali (risorse online, social e piattaforme) e territoriali (casa, palestra, maneggio, bar) dove le pratiche di consumo si consolidano e acquistano senso.

Perché interessa a chi fa marketing e comunicazione?
- Le persone usano prodotti, servizi e contenuti come strumenti di disciplina, benessere e identità più che come semplici beni
- Le strategie efficaci facilitano routine e rituali (programmi, progressi, community), non solo promozioni.
- Conta la coerenza esperienziale: oggetti e media hanno valore quando abilitano pratiche significative.
- Servono narrazioni autentiche e orientate alla gestione emotiva, oltre l’imitazione sterile dei format social.
Ti interessa il report completo?
Scrivici a insightlab@ec.unipi.it
Partecipanti alla ricerca
Tommaso Turbati, Dario Di Giusto, Andrea Fiale, Noemi Carreri, Chiara Omeri, Christian Chiarotti, Giorgia Roffi, Giulia Gonnella, Berard Fattorusso, Giada Giannelli, Francesco Cagnetta Domass, Tommaso Luci, Leonardo Dell’oste, Leonardo Macchi, Luca Barsacchi, Cristiana Gualberto, Pietro Brunazzi, Aurora Galli, Gaia Tespili, Sara Ricciardi, Sofia Casula, Susanna Berchiolli, Azzurra Cipollini, Monica Di Martino, Mattia Barsali, Andrada Comsa, Marwa Riani, Andrea Frosini, Matilde Riccetti, Elena Risaliti, Romaliz Isabel Alviar, Beatrice Benvenuti, Dalila Notarianni, Gianmarco Farnesi
